Il 2019, salvo sorprese dell’ultimo respiro, è stato un anno molto positivo per i principali mercati internazionali.
Quanti a fine 2018 ci avrebbero scommesso?

Personalmente, se pur con qualche timore, ero riuscito ad avere un atteggiamento costruttivo sfruttando il mese di novembre e dicembre 2018 per aggiungere un po’ di mercati azionari ai portafogli.

In queste ultime settimane, leggendo le principali testate giornalistiche, trovo articoli affannati a ricercare quella che sarà la migliore forma di investimento per il 2020. 

Cosa penso io? Si scrive troppo e spesso in modo inappropriato.

Il modo per gestire i propri risparmi è sempre lo stesso, salvo alcuni assistiti che, dato i loro patrimoni, possono permettersi di investire nei mercati privati. 

I rendimenti considerati sicuri non ci sono, Germania in euro , Giappone e Svizzera nelle loro rispettive valute pagano tassi negativi sul loro titolo di stato con scadenza a 10 anni.

Dove possono trovare il rendimento tutti?

I mercati azionari americani sono ai massimi storici, occorre quindi disciplina nella gestione del proprio denaro.

Evitiamo di fare gli scienziati finanziari. Come comportarsi?

Tenersi liquidi per i soldi che veramente pensiamo di spendere nel breve (entro 2 anni) e valorizzare invece i capitali di cui non abbiamo necessità nel lungo periodo (direi 8 anni).

In un momento come questo, senza pretendere di sapere cosa succederà l’anno prossimo, un ingresso graduale sui mercati azionari internazionali appare la strategia più corretta.

Dobbiamo quindi:

avere un’ importante diversificazione geografica con più case di investimento;

affidarsi alle scelte dei gestori che negli anni si sono dimostrati più resilienti;

ridurre il rischio, tramite investimenti programmati, di quel fenomeno che quelli bravi chiamano market timing, ovvero il rischio di entrare nel momento più sbagliato su un mercato.

Se vuoi saperne di più non esitare a contattarmi.

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