Perché organizzare un Salotto per parlare di Spread? Dal 2012 avevamo smesso di sentirne parlare grazie ad alcune riforme strutturali messe in atto dal governo Monti che però, anziché creare un habitat sano, hanno semplicemente tamponato una situazione complessa.

Un grande aiuto a contenere il costo del nostro debito pubblico lo ha dato la Banca Centrale Europea che, ininterrottamente negli ultimi anni, ha acquisto debito pubblico dei paesi dell’Area Euro.

Si è raggiunto un picco di 80 miliardi al mese, ma appena questo “ossigeno” è iniziato a mancare lo spread ha fatto nuovamente capolino, come fosse lì che non aspettasse altro.

A fine mese gli acquisti verranno azzerati e in una situazione politica incerta, con ancora notevoli conflitti tra Unione Europea ed il nostro governo sulla stesura definitiva della Manovra di Bilancio, bisogna fare particolare attenzione.

L’anno che verrà sarà difficilissimo per la gestione del debito pubblico con importi rilevanti in scadenza.
Si riporta il grafico presentato durante il Salotto.

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Ma perché così tanta incertezza?
Da una parte c’è il rapporto tra il nostro debito e la nostra crescita che è tra i più alti al mondo, dall’altra anche l’incertezza politica fa la sua parte.
Paghiamo dei tassi di interesse che sono nettamente superiori ad altri paesi che hanno il nostro stesso giudizio creditorio.

Siamo allora sull’orlo del baratro? Spero proprio di no, ma il nostro Paese deve fare attenzione ai dettagli, non possiamo veramente permetterci di subire un ulteriore taglio al rating del nostro debito: in quel caso la tenuta del nostro sistema bancario e assicurativo sarebbe messo in discussione.

Le nostre banche non potrebbero portare più in Banca Centrale Europea i nostri titoli per ottenere in cambio liquidità e l’economia del nostro paese risulterebbe ancora più stagnante.
Le banche sarebbero costrette a chiedere nuovi capitali al mercato con un impatto sulla nostra Borsa estremamente negativo.

Cosa fare allora?
Oggi è sempre più necessario diversificare il proprio patrimonio, sia finanziario che non, ricorrendo a strumenti, come ad esempio le Sicav di diritto lussemburghese, che possono permettere di detenere capitali in economie non domestiche senza per forza dover avere rapporti con banche estere, spesso costosi e di difficile gestione.

La maggior sicurezza è data dal fatto che gli strumenti contenuti all’interno dell’investimento sono segregati rispetto ai patrimoni dei vari interlocutori coinvolti nel processo di investimento.

Il nostro debito pubblico si è più che quadruplicato rispetto al 1988 e la quota in mano alle famiglie è sempre più bassa, mentre i maggiori detentori sono Poste Italiane, banche e assicurazioni domestiche.

È elevato anche il debito detenuto all’estero e questo può destare preoccupazione nel caso il nostro contesto domestico diventasse ulteriormente fragile sia da un punto di vista politico che economico.

Il risparmiatore domestico dipende molto dal mercato “nostrano”: le piccole attività artigianali e le piccole e medie imprese hanno spesso un business nazionale se non addirittura locale, le pensioni dipendono ovviamente dalla tenuta dei conti statali, il valore degli immobili è legato all’andamento dell’economia domestica.

Vi riporto una sintesi di quello che secondo me rappresenta un corretto approccio con il proprio patrimonio (grande o piccolo che sia):

  1. Dividi il tuo patrimonio tra risparmio (destinato ad essere speso velocemente) ed investimento(destinato ad essere valorizzato nel tempo);
  2. investi secondo il tuo profilo di rischio;
  3. stabilisci obiettivi e durate;
  4. diversifica il portafoglio;
  5. tieni conto che il valore di immobili e redditi è spesso condizionato dall’andamento domestico;
  6. se trovi qualcuno che non ti parla di rischi e ti fa facili promesse sui rendimenti rileggi i punti precedenti.

Potrai trovare un ulteriore supporto al tuo processo di investimento utilizzando le mie tre pubblicazioni: “I Rischi Finanziari e Non”, “Bail-In tutto chiaro?” “MiFIDII Confronto fra risparmio e investimento”.

news Andrea Giampà Private Banker

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Come sempre, per qualsiasi dubbio o chiarimento scrivetemi a info@andreagiampaprivatebanker.it.