La finanza è la complessa disciplina che  si occupa degli strumenti finanziari, attraverso i quali avvengono gli scambi di flussi di denaro tra individui, imprese e Stati e dei mercati sui quali tali strumenti finanziari vengono negoziati.

Il termine “complessa” si riferisce, alla presenza di “classici errori” spesso commessi chi si trova ad investire.

Tra questi, uno di particolare importanza è quello che comunemente si definisce “illusione di controllo”.

L’espressione “illusione di controllo” è stata usata per la prima volta ufficialmente dalla psicologa Ellen Langer per dimostrare la tendenza degli esseri umani a credere di avere controllo.

Il genere umano pensa che un evento è considerato più probabile di un altro solo perché vissuto come “più desiderabile”.

È necessario però sottolineare che spesso “la desiderabilità”, cioè quanto le persone desiderano che un certo evento si verifichi, sia condizionata da “fattori esterni”: questo succede anche in ambito finanziario.

Basta pensare al cosiddetto “bombardamento mediatico”, ovvero la grandissima potenza che oggi i media hanno (soprattutto i social media), tanto da essere in grado di influenzare il pensiero degli individui e di conseguenza di un’intera comunità.

Questa grande potenza da una parte può facilitare la trasmissione di informazioni e quindi essere “utile”, ma allo stesso tempo, dato il numero illimitato di informazioni diffuse dai media, può rendere più difficoltosa la distinzione di quelle notizie che possono definirsi vere e quelle notizie che invece sono false: nella società odierna vengono definite “fake news”.

Se volessimo fare un esempio, basta pensare alle notizie riguardanti malattie e problemi di salute, come quella della meningite: tra le svariate notizie false che sono state diffuse, c’è quella che quest’ultima abbia “una provenienza africana”.

Questa eccessiva diffusione di notizie ha portato ad uno scompiglio nella comunità. La disinformazione e la diffusione di notizie false colpisce tutti ovunque e quindi è necessario porre attenzione alla tipologia di informazioni che vengono diffuse, perché queste condizionano anche involontariamente, le nostre scelte.

Ecco come entra in gioco la cosiddetta Finanza Comportamentale, che applica la psicologia cognitiva alla comprensione delle decisioni economiche e studia i loro riflessi sui prezzi di mercato e sull’allocazione delle risorse.

Negli ultimi anni la finanza comportamentale ha acquisito sempre più considerazione perché si è capito che non si poteva prescindere dallo studio delle dinamiche emotive che sono alla base delle scelte dell’investitore.

D’altra parte la finanza comportamentale insegna anche che possiamo imparare ad essere razionali e che, inoltre,  avere un interlocutore competente con cui confrontarsi su basi razionali, aiuta l’investitore ad affrontare in modo più efficiente situazioni di particolare stress sui mercati.

 

Cordialmente,

Andrea Giampà