Di fronte alle spese da sostenere per la crisi causata dalla pandemia, si riaccende il dibattito sulla patrimoniale.

Visti gli interventi fatti dal nostro attuale Governo, molti analisti sostengono che l’Italia raggiungerà un rapporto di Debito su Pil intorno al 160% a fine anno e quindi si ipotizza che sarà necessario un intervento straordinario per fronteggiare tale maggior debito.

Cos’è la patrimoniale?

È un’imposta sul patrimonio, già esistente in altre forme come ad esempio:

– tassa per detenere un’auto

– IMU, imposta sul patrimonio immobiliare

– imposta di bollo che viene pagato annualmente sugli investimenti finanziari.

Nell’ultimo periodo, si dibatte su quale patrimoniale potrà essere utilizzata, anche se il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha cercato di rassicurare da questo punto di vista sulla mancanza di un’effettiva necessità.

Ci sono varie tipologie di riforme che potranno essere introdotte, alcune di queste sono già pronte.

Una di queste potrebbe essere la riforma del catasto con un aumento delle rendite legate ai beni immobili con un incremento dell’IMU.

Un’altra è la riforma delle imposte sulle successioni. L’Italia è in questo momento un paradiso fiscale rispetto agli altri paesi europei per quanto riguarda le successioni, grazie ad aliquote molto basse ed in taluni casi la presenza di franchigie.

Si parla anche di patrimoniale su conti correnti o investimenti finanziari.

A mio parere, data la circostanza, andare ad intervenire sulla liquidità delle imprese e dei risparmiatori, genererebbe una “fuga” di capitali per la paura di una ripetizione della stessa nel tempo. Questo comporterebbe tra l’altro un autogol, vista la necessità del governo di trovare nel risparmiatore italiano un’ancora di salvezza per il finanziamento del debito pubblico.

Essendo più difficile aggirare l’eventuale patrimoniale sui beni immobili, molti analisti sostengono che la riforma delle successioni e del catasto siano una strada più facilmente percorribile. Sull’imposta di successione sarebbe facile gridare: “ce lo chiede l’Europa!!!”