Forse in molti quando hanno visto il titolo del libro si sono chiesti cosa fosse Mifid 2 e probabilmente, presi dai lori impegni quotidiani hanno dimenticato magari di andare a cercare su Google il significato.

Ti posso anticipare che Mifid 2 è un qualcosa di epocale, destinato a lasciare strascichi nei prossimi anni ed a modificare in modo significativo il mondo della consulenza finanziaria.

Non si scrive un libro per caso, ho iniziato con il primo libro parlando di rischi finanziari e protezione del patrimonio, mi sono sentito in obbligo per i clienti e lettori di scrivere “Bail in tutto chiaro?” vista la portata della normativa sui salvataggi bancari ed il terzo appunto su Mifid 2.

In Italia posso affermare che la prima normativa strutturata sull’intermediazione mobiliare risale al 1991 anche se è nel 1997 con la normativa Eurosim e nel 1998 con il testo unico della Finanza che si hanno le principali svolte in ambito di consulenza finanziaria.

Nel 1997 nasce il questionario per profilare il rischio finanziario che il cliente intendeva correre, ma solo pochi operatori riusciranno fin da subito a metterlo in pratica.

La maggior parte dei clienti, spesso inconsciamente, si avvaleva della facoltà di non rispondere.

Nel 2007 con Mifid e oggi con Mifid 2 il questionario di profilatura assume un ruolo fondamentale per la consapevolezza degli investitori: domande sulle conoscenze finanziarie, domande sulle disponibilità finanziarie ma soprattutto alcuni importanti accenni di finanza comportamentale e anche se in modo ancora poco specifico, l’introduzione degli obiettivi di investimento e degli orizzonti temporali.

Il tutto per arrivare ad un Profilo abbinato ad una tolleranza al rischio che viene specificata da un punto di vista statistico.

Il cliente ed il consulente possono così individuare l’area di adeguatezza all’interno della quale potersi muovere.

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Durante il salotto, abbiamo parlato di piramide dei bisogni, ma in modo insolito.

Sfruttando un corso recentemente da me fatto con una psicologa esperta in finanza, il suggerimento che ci ha dato è quello di capire con il cliente quale parte del suo patrimonio rappresenta il risparmio e quale l’investimento.

Nella situazione economica attuale è impensabile poter garantire costantemente un rendimento sul risparmio, diventa però necessario su questa parte di patrimonio non far sopportare al cliente alcuna perdita.

Sarà fondamentale pianificare orizzonti temporali per raggiungere obiettivi di vita stabiliti insieme al cliente, nel lungo periodo.

Il cliente deve essere consapevole che il rischio di mercato è un rischio positivo se valutato correttamente, perché è l’unico rischio che remunera l’investimento.

Il risparmiatore italiano è portato a mantenere molta liquidità sui conti correnti, senza tener conto dell’effetto dell’aumento del costo della vita.

Il venir meno del mercato immobiliare come fonte di “sicuro” guadagno ha spiazzato il risparmiatore.

C’è liquidità in eccesso sui conti correnti, lo dimostra il successivo articolo.

Adesso riportiamo un grafico sull’effetto dell’aumento del costo della vista sui nostri risparmi.

Detto questo il costo della vita rappresenta una perdita certa di potere di acquisto ed insieme ai rischi sul “Bail in” dovrebbe portare il risparmiatore a valutare forme di investimento. Tra l’altro l’eccesso di liquidità spesso è dovuto al “non si sa mai”, che pero’ potrebbe essere gestito con una buona pianificazione assicurativa (polizza del capo famiglia, polizza sugli immobili, polizza sanitaria, etc).

Il Consulente è colui che è al fianco del risparmiatore per evitare che prenda decisioni affrettate: deve essere sempre più uno “psicologo” di aiuto al cliente per gestire l’emotività. Si riporta uno dei grafici utilizzati per analizzare la cosiddetta “Finanza Comportamentale”.

La storia insegna che il risparmiatore medio guadagna molto meno dei vari strumenti finanziari ed ho provato a spiegare perché.

news Andrea Giampà Private Banker

Nell’ultima parte del salotto abbiamo parlato dei macro interventi di Mifid2, soprattuto in merito alla trasparenza sui costi e sulle caratteristiche del prodotto, sulle competenze necessarie per poter effettuare il collocamento di prodotti finanziari, sui modelli di servizio e sulle nuove modalità di calcolo dell’adeguatezza.

news Andrea Giampà Private Banker

Ringrazio tutti i partecipanti al salotto per la bellissima serata vissuta presso Toscana Fair.

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