Mentre vi sto scrivendo i rendimenti ad un anno dei principali paesi dell’area euro hanno un rendimento pari a zero o negativo, ma nonostante questo, i potenziali clienti al primo incontro cosa chiedono? Rendimento sicuro, capitale garantito e magari liquidabile in ogni circostanza. La prima cosa che mi viene da pensare è che non hanno letto il giornale negli ultimi cinque anni o si sono limitati alle notizie di cronaca e sportive.

Come si deve comportare un consulente patrimoniale in questa circostanza? Il mio approccio è sempre uno, ovvero ripartire dall’abc con una sintesi dei miei salotti: il rischio di credito, la diversificazione, gli orizzonti temporali, la necessità di inserire in portafoglio anche strumenti non a reddito fisso.

Poi penso: queste persone abituate ai depositi postali o della Coop saranno capaci di reggere la volatilità dei mercati? Gradualmente ed in piccole dosi forse sì. Come posso proteggere il loro patrimonio in un contesto di mercato di questo tipo? Nell’era del bambù gigante, dei diamanti, delle monete dell’antica Roma, come posso trovare una soluzione semplice ma efficace per loro?

Forse ho la risposta: accanto a strumenti diversificati, a bassa volatilità, ma con scarso appeal nel rendimento, proviamo a motivare la presenza di uno strumento volatile, ma con ottime potenzialità di crescita nel lungo periodo. Rimane sempre la difficoltà di gestire la loro emotività nei momenti di mercato difficile, ma su questo possiamo lavorarci.

Torna di moda il buon vecchio Piano di Accumulo Capitale, ovvero investire su un indice azionario globale, garantendo così una diversificazione elevata, riducendo la volatilità di un investimento azionario. Banale: ho 10.000 euro a disposizione da investire, compro tutti i mesi 200 euro dell’indice o di un fondo e magari se i mercati sono negativi approfitto versando mensilmente una quota più alta.

Evito così di fare quello che fanno gli investitori meno allenati: tanta liquidità sul conto per aspettare il momento migliore per investire che non arriva mai. Se il mercato sale è troppo caro, se il mercato scende è troppo rischioso: queste sono sempre le obiezioni da affrontare per chi fa il consulente finanziario. Allora quale soluzione?

Investire meno, ma investire sempre, e per i più evoluti alleggerire quando i mercati sono saliti molto, aumentare l’investimento quando sono scesi molto, senza la pretesa di saper dominare gli umori dei mercati.

Che dici, è una buona idea? Secondo me è l’atteggiamento giusto, soprattutto per i più giovani, per avvicinarsi alla previdenza complementare. Un ottimo vantaggio fiscale, un orizzonte temporale lungo, la voglia di mantenere il solito tenore di vita dopo la pensione, quando avremo molto più tempo da dedicare ai viaggi o agli hobby in genere. Che peccato sarebbe non avere le risorse finanziarie necessarie!

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Vi riporto una sintesi di quello che secondo me rappresenta un corretto approccio con il proprio patrimonio (grande o piccolo che sia):

  1. Dividi il tuo patrimonio tra risparmio (destinato ad essere speso velocemente) ed investimento (destinato ad essere valorizzato nel tempo);
  2. investi secondo il tuo profilo di rischio;
  3. stabilisci obiettivi e durate;
  4. diversifica il portafoglio geograficamente, settorialmente e in parte temporalmente con i pac;
  5. tieni conto che il valore di immobili e redditi è spesso condizionato dall’andamento domestico;
  6. se trovi qualcuno che non ti parla di rischi e ti fa facili promesse sui rendimenti rileggi i punti precedenti.

Potrai trovare un ulteriore supporto al tuo processo di investimento utilizzando le mie tre pubblicazioni che trovi qui.